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Storia del 永春拳: facciamo il punto (Seconda Parte)

Continua l’affascinante ricerca condotta da Pasquale Mazzotta, dopo l’introduzione. Buona lettura!
La tradizione affida la nascita del 永春拳 all’opera della monaca buddhista 五梅大師 – Hng Muih Daaih Si – (Monaca Anziana dei Cinuqe petali di Pruno), probabilmente chiamata così in riferimento ai leggendari Cinque Antenati (in realtà il numero sarà stato alquanto diverso) scampati alla distruzione del Tempio nel Fukien. Ip Man fa riferimento al Tempio sul Sung Shan, nello Henan, forse erroneamente, ma potrebbe essere nel giusto, se accettassimo l’ipotesi di “Taan Sau” Cheung Ng. Si potrebbe trattare di un omaggio ad un concetto fondamentale legato al metodo dei passi utilizzato nello stile della Gru Bianca della Contea di 永春 – Wing Chun – così come nel Wing Chun di Shàolín
Alcuni ritengono di aver individuato la figura di Ng Mui nella quarta figlia del Generale Ming, Lui Sei Leung. Di fatto non si può dire se sia veramente esistita una monaca con questo nome, ma personalmente ne dubito, riscontrando in questo nome più che altro un valore simbolico. Al più si potrebbe credere che fosse il nome di una confraternita di Shàolín (in realtà questo ragionamento vale per molti personaggi compresi i famosi Cinque Antenati, della cui esistenza si iniziò a parlare nel periodo di occupazione manciù, quando il popolo cinese aveva bisogno di credere in eroi leggendari per mantenere la speranza, la fiducia e la voglia di lottare), o il nome buddhista di un monaco. 
Questa deduzione mi sembra anche avvalorata dal fatto che prima allieva di questa monaca sarebbe stata 春- Yim Wing Chun – (il Segreto Canto della Primavera o Segreto del racconto poetico della Primavera, dove 春 – Cantare la Primavera – significa combattere per il ritorno della Dinastia Ming al potere, mentre la parola – 嚴 – Segreto fa riferimento alla natura segreta delle attività sovversive e alla segretezza delle tecniche di combattimento che si praticavano nella 永春堂 – Wing Chun Tong -, la Sala dell’Eterna Primavera, il luogo d’allenamento interna al Monastero ormai bruciato; da notare che secondo alcuni non esistette mai nel Tempio di Song Shan, nel Nord, una sala con questo nome, che sembrerebbe dunque riferirsi ad un altro Tempio, quello mitico nel Fukien).

Fu comunque nella quarta generazione del 红花义詠Hung Fa Yi Wing Chun – (derivante da Cheung Ng* e da quanto fu in seguito trasmesso sulle 红船 – Hung Syun– Giunche Rosse) che si cominciò a trasmettere il mito di Ng Mui, sopravvissuta all’incendio di Shàolín, e di Yim Wing Chun, sua giovane apprendista. Probabilmente tutto quello che si racconta nella leggenda (cosi come tramandata dallo stesso Iip Man) ha un valore simbolico. D’altra parte, dice la leggenda, durante la fuga, a seguito dell’incendio dal Monastero di Siu Lam, la Monaca si sarebbe rifugiata presso il 白鶴寺 – Bak Hok Ji -, Tempio della Gru Bianca (il quale dovrebbe essere tendenzialmente taoista, per quanto può valere in un’epoca in cui la libertà nella ricerca spirituale era prassi comune, ammesso che di questo si parli) sulla montagna Tai Leung Shan (all’epoca chiamata anche Chai Ha), collocata alla frontiera tra le province Szechwan e Yunnan, nella provincia del Guangdong.

Potrebbe essere importante in questa sede far notare che quest’area è abbastanza interna rispetto al mare della Cina del Sud. E’ anche interessante notare al riguardo l’assonanza di Chai Ha, con il มวยไทยไชยา – Muay Thai Chaiya –, uno stile di boxe thailandese di origine cinese, molto diverso dallo stile tipico siamese e proveniente, secondo Leung Ting, proprio da questa zona. In effetti ci sono state delle migrazioni dallla Cina verso Vietnam, Cambogia, Malesia, Indonesia e Siam; in alcuni di questi Paesi ci sono dichiaratamente degli stili di 永春, ma la cosa pare non trovi riscontro presso i Maestri thailandesi. Ironico comunque il fatto che il Muay Chaiya sia scarsamente tenuto in considerazione in Thailandia, dato che i suoi praticanti, differentemente da tutti gli altri marzialisti thailandesi, non partecipano alle competizioni ufficiali e il fatto che sia preservato solo come tesoro d’interesse storico nazionale.

Tornando alla nostra storia, il 永春 doveva consistere, secondo alcuni, solo di 小念頭 – Siu Nim Tau – (o di 大念頭 –  Daai Nim Tau – o di 永春拳 – Wing Chun Kuen -?) o, forse, non conteneva neppure forme strutturate, ma semplicemente applicazioni basilari ed efficaci, un po’ di Chi Sau e una versione primitiva dei doppi coltelli a farfalla (bisogna sempre tenere presente che in un monastero buddhista poteva essere fuori luogo l’insegnamento di tecniche con armi da taglio, ma non è escluso).

Ad ogni modo, secondo la leggenda, ispirata dall’aver assistito ad una lotta tra una Gru e un Serpente ** (la flessuosità e l’avvilupamento che operano le braccia a guisa di serpenti, nonché gli scatti della mano a testa di Serpente, l’equilibrio, l’eleganza e la capacità di deflettere gli attacchi con le ali della Gru), elaborò uno stile morbido, preferendo le doti 陰 – Yīn – di leggerezza, agilità e velocità alla forza ed alla prestanza fisica, con l’obiettivo primario di restituire all’avversario l’energia assorbita nell’attacco: “Se l’avversario attacca, appiccicarsi e assorbire la sua forza per neutralizzare il suo colpo; se l’opponente si ritira, restare appiccicati per inseguire e contrattaccare”. Operò dunque una semplificazione del sistema del Tempio di Shàolín, rendendolo più essenziale ed efficace, ponendo enfasi anche sullo studio della sensibilità tattile e non solo sull’uso della vista, nonché, sembrerebbe, adattandolo alle caratteristiche della donna, più debole e fragile di un uomo. Con questo nuovo stile, persone più deboli potevano tranquillamente neutralizzare anche forti rappresentanti delle Scuole più antiche, “…il molle e il debole vincono il duro e il forte…”.

* Cheung Ng (Zhang Wu) viene chiamato anche Cheung Hin (Zhang Xin). Si tratta dell’unica figura storicamente verificabile (che si trova nelle storie dell’Opera cantonese e di Foshan) associata con i miti della creazione del Wing Chun Kuen. Sappiamo solo che è venuto dal Nord della Cina, ma non da dove, perché ogni Famiglia ne ha tramandata una diversa tradizione. In gioventù partecipò all’Opera di Pechino come cantante e come attore nelle scene marziali (anche nei racconti di Pan Nam, uno dei Maestri della “Kwan Si Opera Company”). La maggior parte dei racconti sulle sue abilità marziali ne fanno un mediocre artista di Siu Lam, praticante di un misto di Kam Gan Jeung (Il Palmo di Buddha), Tong Long Kuen (Lo stile della Mantide), Tai Gik Kuen (Taijiquan) e Ying Jow Pai (Sistema dell’Artiglio dell’Aquila), Allievo di un discepolo della ventiduesima generazione di Shaoli, Yat Chum. In alcuni racconti il suo siprannome è Tan Sao, in riferimento al suo braccio sinistro, poliomelitico, colpito da una parziale paralisi. In altri è detto Tan Sao Ng, per la sua abilità nella tecnica del Tan Sao. Organizzò l’Opera delle Giunche Rosse, dando vita all’Associazione Hung Fa Wui Goon (Hong Hua Hui Guan, l’Unione dei Fiori Rossi) o King Fa Wui Goon (Qiang Hua Hui Guan, l’Unione del Prezioso Fiore di Giada).

** Per altri , tra cui Leung Ting, tra una Gru ed una Volpe o una Scimmia

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