Storia del 永春拳: facciamo il punto (Quarta Parte)

Continua l’affascinante ricerca condotta da Pasquale Mazzotta, dopo l’introduzione, la seconda e la terza parte. Buona lettura!

Nel XVII secolo, segnatamente nel 1644, i Manciù attaccarono e abbatterono la dinastia Ming e per mantenere il potere istaurarono un clima di terrore, massacrando i ribelli ad ogni accenno di rivolta. Bandirono le armi e qualsiasi forma di 武術 – Wǔ Shù (o, in Cantonese, Mouh Seuht) -, di Arte Marziale, e in tal modo governarono sino al 1912. Furono molti gli oppositori del governo Qing che continuarono, organizzandosi in gruppi segreti, a contrastare il nuovo governo manciù. Molti di essi trovarono rifugio in vari monasteri sparsi nel territorio, ma, come si è ormai capito, il tempio Shàolín divenne il punto focale dove si raccolsero i rivoltosi.

Per confondersi con i Monaci, i ribelli si rasarono i capelli e indossarono gli abiti buddhisti e contemporaneamente si allenarono nelle Arti Marziali, iniziando ad organizzarsi in società segrete con l’obiettivo di destituire la dinastia Qing. I Manciù non si preoccupavano delle attività che si svolgevano all’interno del tempio, sia perché rispettavano la loro religione, sia perché erano inconsapevoli della fedeltà dei Monaci alla dinastia Ming. Naturalmente quando i Manciù si resero conto che vi erano dei piani eversivi, bruciarono il tempio, da cui leggenda vuole che scamparono i Cinque Antenati, probabilmente i capostipiti delle varie Società Segrete.

Pare che il traditore che rivelò i piani dei ribelli ai Manciù fosse un Monaco di nome 白眉Bái Méi o Baahk Mei, in Cantonese, cioè “Sopracciglio Bianco” -. Con l’ascesa dei Manciù, etnia del Nord della Cina, (dopo quasi trecento anni di governo Ming) anche il monastero Shàolín subì importanti attacchi, fin quando riuscirono, anche grazie all’aiuto di alcuni Monaci rancorosi per essere stati esclusi dalla cerchia superiore, ad incendiarlo, raderlo al suolo ed uccidere quasi tutti i Monaci. Tramite alcune spie, introdottesi all’interno dei monasteri, il governo centrale seppe delle attività segrete e i Manciù cominciarono a perseguitare ed uccidere tutti coloro che si adoperavano a queste attività.

Fuggendo dal Tempio, alcuni continuarono ad utilizzare il nome 永春 – yǒngchūn o Wing Chun – per la propria Arte, altri, per scampare alla morte, la chiamarono yǒngchūn o Wing Chun -. Da una testimonianza di Tam Woon Biu del lineage Chan Wah Shun sarebbe spiegabile il motivo per scrivere nei due modi diversi una stessa Arte Marziale, ma c’è la possibilità che, risultando i due suoni simili ed essendo stato trasmessa oralmente per molto tempo, si siano affermate due diverse grafie. Altri crearono ulteriori mix che dettero origine alla vasta moltitudine di stili del Sud, i quali erano comunque tutti accomunati dall’intento politico di restaurare i Ming. Quando, ad esempio, si parla di 洪家拳 – Hung Ga Kuen – come di uno stile, in realtà non è esatto: 洪家拳 era un termine generico per indicare tutte quelle Arti e curriculum che si erano poste questo obbiettivo ed 洪家 e 永春 erano solo alcune delle Arti praticate dai rivoltosi.

Vi è ancora da ricordare la tesi di Leung Ting secondo il quale potrebbe essere stata la stessa Ng Mui, o chi per lei, ad usare l’ideogramma per differenziarsi, oltre 350 anni fa, dal 永春. Leung Ting ritiene che la scissione all’interno dello stile sia avvenuta proprio ad opera di Ng Mui, anche se la cosa non ha basi solide per essere accettata. La monaca aveva appreso 永春 a Shàolín. Comunque sia, ognuna di queste Società Segrete proclamava la propria fondazione ad opera di uno o più di questi Cinque Antenati. L’Arte fu diffusa in due versioni: una maschile ed una femminile; probabilmente questa distinzione si è affermata nel periodo dell’Opera Cinese, forse dipendendo dal fatto che tra i vari attori dell’Opera vi erano due Maestri di 永春: uno era Wong Wah Bo, che recitava sempre parti maschili, mentre l’altro, Leung Yee Tei, recitava ruoli femminili. Da loro due deriverebbe una buona fetta degli stili moderni di 永春.

Dopo la distruzione del monastero del Nord, molti dei monaci traditori, che avevano anche operato come spie, iniziarono ad insegnare alle truppe Manciù i sistemi studiati all’interno del tempio. Fu così che, svelati questi metodi alle masse, gli stili Shàolín di base non furono più considerati riservati e sicuri. Per questo le Società Segrete ebbero la necessità urgente di creare un nuovo sistema capace di contrastare gli stili classici ormai alla mercé di tutti.

La vecchia dinastia necessitava di una nuova forza militare, che potesse essere addestrata in poco tempo, con un sistema semplice ed efficace. Grazie alle conoscenze della Medicina Tradizionale Cinese e della fisiologia del corpo, i Monaci del tempio Shàolín del Nord, in un primo momento, e di Shàolín del Sud, nella provincia di Fukien, in un secondo, furono determinanti per la creazione di questo nuovo sistema precursore dello stile 永春, motivati anche da una profonda riconoscenza verso la dinastia Ming. Questi Monaci, dunque, raccolsero le loro esperienze, analizzarono i principi e le strategie più avanzate e, dopo vari anni, intuite le caratteristiche che avrebbe dovuto avere il nuovo sistema, ossia efficienza, sicurezza e velocità, estrapolarono un nuovo stile che doveva soddisfare due scopi: essere appreso in tempi brevi ed efficacemente; superare ogni altro sistema del tempio.

Questo nuovo sistema dato dalla fusione dei precedenti, per poter essere più efficiente e di più rapido apprendimento, si evolse verso il combattimento a corta distanza, differenziandosi dallo stile del Nord. Questo nuovissimo ed esclusivo stile veniva insegnato solo agli appartenenti alle Società Segrete e mai mostrato all’esterno del tempio. Anche all’epoca sembra che non tutto venisse insegnato (forse risale ad allora il detto “Biu Ji non lascia la Famiglia”) e questa sarebbe una ragione plausibile per la successiva creazione di varie branches, alcune con curriculum più completi di altre. In altre parole, il 永春 all’inizo fu spesso un sistema da insegnare a dei kamikaze della rivoluzione.
Ovviamente all’epoca il Gōng Fu si insegnava ai cinesi per allontanare i Manciù, spesso attraverso Società Segrete come la 洪門 (Hung Mun) nota come 红花义 (Hung Fa Yi), soprattutto nel Sud della Cina, mentre operavano nel Nord la Ching Pang, la 天地會 (Tin Deih Wui) – Società del Cielo e della Terra –  e la 白蓮教 – Baak Lin Gaau (o, in Mandarino, bái lián jiāo) -, la Società del Loto Bianco. Il grido comune era 反清復明 – fǎn qīng fù míng (o, in Cantonese, Faan Ching Fuhk Mihng), “rovesciare i Ming, restaurare i Qing”.

Questo potrebbe spiegare come il sistema si sia nel tempo diffuso, col contributo dei suoi supposti Maestri Ng Mui e Ji Shin (entrambe dell’alto rango dell’Hung Mun), quest’ultimo nascostosi su una Giunca Rossa come cuoco, in una compagnia di attori itineranti, con lo scopo di raggiungere il Kwantung, oltre al valido aiuto delle triadi. Dalla tradizione 白蓮教 ci arriva anche l’informazione secondo cui il nome 永春 arriverebbe dal motto Wing Yin Chi Ji (Parla sempre con determinazione), Mo Mong Hong Juk (Non dimenticare l’etnia Han), Dai Day Wu Chun (La primavera tornerà ancora).

Altresì interessante osservare che secondo alcuni il carattere 洪 (Hung) in 洪門 (Hung Mun) potrebbe derivare dal nome del suo Fondatore, il quale, incidentalmente, potrebbe essere fondatore dell’Hung Ga, perché questo ultimo apparteneva a questa setta! Si tratta di Hung Hei Gung. Per completezza, è d’uopo riportare l’ipotesi del Gran Maestro Leung Ting, secondo il quale la setta Hung Mun creò la leggenda dell’incendio del Monastero solamente per riconoscersi tra adepti, dal momento che nel Canton, alla domanda “Da dove vieni?” nessuno avrebbe mai risposto “Vengo dal Monastero di Siu Lam”, che era geograficamente molto lontano per non dire irraggiungibile, a meno che fosse un adepto, istruito sulla “storiella”. Ma una spia priva di questi “riferimenti culturali” sarebbe stata smascherata…

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