Siu Nim Tau – lineage GM Leung Ting XII

La nostra chiacchierata introduttiva sulla Siu Nim Tau del lineage Leung Ting sta per volgere al termine. Oggi parliamo velocemente della settima parte della ‘Piccola Idea’, in cui si vedono delle differenze anche molto marcate tra i vari lineage di Wing Chun, specialmente tra quelli non appartenenti alla discendenza del GGM Yip Man.

Il set che prendiamo in esame oggi inizia con il Bong Sau (‘il braccio ad ala’), che è una delle tecniche più conosciute del Wing Chun, insieme ai pugni a catena. La nostra esecuzione, però, passa per un certosino lavoro di polso, che, attraverso una rotazione (tanto utile nel Poon Sau), permette di capire la dinamica precisa del ‘braccio ad ala’.

Questo partire dal polso ci fa capire anche come le forze avversarie debbano essere deviate attraverso il Bong Sau e ci dà pure un’indicazione precisa sull’altezza e sull’angolazione precisa (da forma) che la tecnica deve assumere per poter funzionare. Questo movimento del braccio ci aiuta a dissipare un attacco medio basso dell’avversario, quando è indirizzato verso la linea verticale mediana del nostro corpo.

Mi pare importante sottolineare che nella nostra famiglia non viene fatto uso del Bong Sau oltre l’altezza della spalla, in quanto considerato errore. Non sono pochi gli Insegnanti che insegnano questa visione errata del ‘braccio ad ala’, attraverso il quale portano gli Allievi a pensare di difendersi sollevando il braccio oltre la spalla (distruggendo la cuffia della stessa…). Ci tengo a sottolinearlo, perché non sono pochi i praticanti di Wing Chun che conosco che si sono fatti male pensando di tenere una pressione avversaria con un Bong Sau alto. Oltre la linea orizzontale (quella che incrocia la verticale per dare origine al punto centrale del corpo, da cui parte la linea centrale), solo il Tan Sau, un pugno o un gomito possono dissipare l’attacco avversario, ma sicuramente non il Bong Sau.

Dopo aver terminato l’esecuzione del Bong Sau, attraverso l’impulso del polso si passa in un fulmineo Tan Sau, che segue il principio Got (da Luk Dim Boon Kwun), tagliando verso il basso l’eventuale e ora simulato attacco avversario. Immediatamente la mano si abbassa per andare in Ong Cheung, la palmata riversa, che viene spesso utilizzata per attaccare la parte medio bassa del corpo avversario, oppure il viso, quando riusciamo a togliere l’equilibrio all’aggressore ed a porlo alla giusta altezza per essere colpito.

Esteso tutto il braccio con le dita verso il basso, per allenare la flessibilità e l’allungamento tendineo-muscolare, si esegueno i soliti Huen Sau e Sau Kuen. La sequenza viene ripetuta nello stesso modo con il braccio destro.

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