Siu Nim Tau – lineage GM Leung Ting VIII

Continuiamo la nostra chiacchierata sul quarto set della Siu Nim Tau. Avevamo interrotto il discorso sul doppio Lan Sau. Sin dalla sua esecuzione nella forma questo movimento caratterizza i diversi lineage. A seconda di come viene eseguito potete capire se la persona appartiene ad una o ad un’altra Scuola.
Personalmente ritengo valide entrambe le esecuzioni che ho visto e praticato negli anni, quella di SiJo Leung Ting e quella di Sergio Iadarola. In sostanza, mentre il primo mette in evidenza determinati lavori delle braccia, il secondo dà luogo ad un movimento già di per sé applicativo, che inserisce nella forma un primo elemento di natura ‘push&pull‘ molto utile in combattimento sia come strangolamento sia come tecnica per il takedown.
Ad oggi ritengo che ad un Allievo di base sia necessario mostrare esclusivamente il lavoro di SiJo Leung Ting, perché gli sto presentando una ‘piccola idea’, non un’applicazione della stessa, ma credo che uno studente medio debba conoscere quante più varianti possibili della stessa forma, in modo tale da avere nel proprio bagaglio tutta la complessità di quest’Arte Marziale.
Il doppio Lan Sau può essere utilizzato per studiare lo scaricamento dell’energia a terra. Probabilmente è per questo che nella maggior parte delle dimostrazioni i vari SiFu si sono sempre messi in questa posizione di braccia per far capire alle persone intorno come riuscissero a reggere una spinta anche di più persone stando su una sola gamba. Diciamo che questo assetto delle braccia permette una comprensione migliore dell’Haam Moon (pronunciato /hàam mùhn/), il contenere il petto, così come del Lok Bok (si pronuncia /lòk bòk/), che abbiamo sempre sentito nominare come ‘dropping shoulder‘, far scendere le spalle in modo rilassato.
Attraverso questo studio posturale della posizione possiamo imparare a gestire la forza in ogni altro movimento. Penso che sia un passaggio obbligato. Oltretutto, a secondo del modo d’eseguire la Siu Nim Tau, si possono trovare le falle nel sistema di tenuta della struttura e si può capire il motivo per cui alcuni usano le braccia attaccate e parallele, altri staccate e parallele ed altri ancora le braccia staccate e diagonali. Su questo bisognerebbe aprire un capitolo a parte, visto che tale e tanta è l’ignoranza in materia.
Come accennavo nell’altro post, molti Insegnanti sono soliti introdurre il lavoro di gomiti nella fase di spiegazione del set, perché, effettivamente, mentre un braccio compie il suo lavoro di sbarramento, possiamo considerare il lavoro di sbarramento dell’altro gomito, il Lan Jarn. Il principio è lo stesso, ma l’origine e la terminazione dell’energia sono diversi. Ne riparleremo in un capitolo dedicato alle gomitate del sistema, Jarn Fat (da leggere /jàarn faat/), il ‘metodo dei gomiti’ per tradurre letteralmente.
Tornando all’esecuzione della Siu Nim Tau, dal movimento descritto si passa allo Sheung Fak Sau,  ‘doppio braccio/mano che frusta’. In questa fase di studio della forma analizziamo i movimenti coordinati ed isometrici delle braccia. Nel movimento appena nominato siamo soliti analizzare la forza elastica che proviene dall’utilizzo della spalla, del gomito, del polso e delle dita, durante tutta l’esecuzione dello stesso.
Il Fak Sau è utilizzato per colpire il petto, la gola o il viso dell’avversario, anche se qualche volte si vedono immagini di Fak Sau utilizzato contro i Biu Jee Sau (ne parleremo). Anche questo movimento è stato spesso spiegato in maniera non proprio comprensibile, soprattutto per la sua fase intermedia, in cui i gomiti vanno a colpire (idealmente) prima di scaricare la forza dell’avambraccio.
Il tema è grosso, perché si rischia di nuocere all’articolazione del gomito. L’iperestensione di questa articolazione ha provocato vari danni negli anni. Mi pare importante sottolineare che non va mai dimentato il motto fondamentale Cham Jarn (da leggersi /ciàam jàarn/), ‘affondare il gomito’. Se teniamo presente anche questo motto non commettiamo errori…
Dopo aver eseguito i colpi laterali, torniamo allo Sheung Lan Sau, stavolta con il braccio destro sopra al sinistro. 

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