Pressare l’energia

Pei Keng (逼勁) è uno dei concetti chiave del nostro sistema, Hek Ki Boen Eng Chun Kun; spesso viene mal interpretato nel mondo del Kung Fu, perché si rischia di utilizzare la forza bruta per spingere la propria energia in avanti, pressando l’avversario. 
逼 [bī] viene usato per intendere il forzare, come verbo di imposizione, “spingere” o “pressare”. Viene da 畐 [fú], utilizzato per il suono, e 辶 (o 辵) [chuò], ‘andare’. In cantonese è /Bik/, in fukinese /Pei/.
 勁 (forma semplificata: 劲) [jìn] è l’energia. Viene da 巠 [jīng], usato per il fonema, e 力 [lì], la forza. In cantonese è /Ginhg/, in fukinese /Keng/.

Cosa si intende, quindi, con Pei Keng? In tutti i nostri esercizi, nelle forme, nei lavori in coppia, siamo soliti focalizzarci su noi stessi, quindi potrebbe sembrare in contraddizione il “pressare l’energia”. In realtà, invece, proprio grazie alla didattica HKB impariamo ad espandere la nostra energia in tutte le direzioni, creando una specie di sfera intorno a noi.

Tutto ciò che entra in contatto con questa sfera subisce la pressione dell’energia che siamo in grado di rilasciare: è per questo che, pur restando morbidi, veniamo percepiti come ‘gommosi’, ‘resistenti’ e, quando vogliamo, ‘taglienti’ (uso questi termini, perché sono i più utilizzati dalle persone con cui ho avuto contatti).
Questo genere di pressione energetica è molto differente dall’azione strettamente muscolare, che richiede un impegno di gran lunga superiore per gestire gli attacchi in entrata. Proprio per questo motivo, quando lavoriamo con combinazioni libere il nostro obiettivo non è mai quello di rimanere in contatto per tanto tempo, ma solo quello di pressare l’attaccante, trasferendo la nostra energia (o una porzione di essa) allo stesso, mettendolo fuori gioco nel minor tempo possibile, con il minor dispendio energetico.
Uno degli esercizi più comuni per capire cosa si intenda con questo tipo di principio (Pei Keng) è il Niam Jiu – 黐手 -(solitamente chiamato Chi Sau dalla comunità cantonese del Wing Chun), durante il quale non insegniamo ad utilizzare particolari sequenze tecniche, ma solo a far fluire l’energia dell’avversario in arrivo, continuando a pressarlo, senza accelerazioni o posizioni fisse. Rispetto a ciò che si vede nei video pubblici sotto il nome di Chi Sau – Wing Chun c’è un abisso di differenze.

Far fluire l’energia in questo modo significa eliminare o, quantomeno, limitare il secondo attacco avversario. 

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