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La respirazione 1

Nell’epoca degli psicofarmaci e dello “stress”, noto con sempre maggior incidenza una certa dimenticanza ed un vero e proprio abbandono della nostra realtà corporale. In certi casi estremi vedo che alcune persone non conoscono una cosa tanto elementare e vitale come il meccanismo della respirazione!
Dal momento in cui il bambino nasce e con una sculacciata si apre al mondo e comincia a respirare, inizia  l’apprendistato che la cultura nella quale è immerso imprime su di lui. La vita caotica in cui sono immersi i nostri figli incide in maniera tanto negativa sulla loro esistenza che, poco a poco, giorno dopo giorno, va facendosi più chiusa, più ermetica ed isolata, fino a respirare in modo sempre peggiore auto-intossicandosi a tutti i livelli, per via delle tensioni sociali, familiari e lavorative della vita quotidiana.
Nel neonato è fantastico contemplare come il torace e l’addome si dilatino, aprendosi all’estero nell’ispirazione e contraendosi nell’espirazione: egli si trova in comunicazione con l’ambiente esterno. Nell’adulto è ancora più incredibile la rigidità, l’inibizione e la chiusura: il suo isolamento dall’ambiente rompe in maniera marcata l’equilibrio individuo-mondo esteriore. La maggior parte degli esseri umani respira normalmente per un terzo della sua capacità minima, avendo un’ossigenazione incompleta, il metabolismo deficiente e, sotto tutti i punti di vista, la depurazione dell’organismo insufficiente. 
La questione va più in là del fisiologico e del biochimico dato che, se basta una semplice respirazione cosciente e rilassata per eliminare tossine, tensioni ed aggressioni – che sovraccaricano l’organismo di energia negativa e gli impediscono di rifornirsi di energia positiva -, il fatto che l’essere umano non ricorra a qualcosa di tanto istintivo, semplice e naturale, racchiude un’innegabile tendenza distruttiva a livello più o meno incosciente, confermata dal consumo di tabacco, alcool, droghe di tutti i tipi, etc. La respirazione è vitale per l’essere umano non solo a livello fisiologico, ma a livello intellettivo ed emozionale. È la via di comunicazione, di apertura tra l’individuo e l’ambiente. 
Se analizziamo più profondamente il contenuto e il meccanismo della respirazione, troviamo diversi aspetti della stessa che possiamo riassumere in modo semplice. La respirazione fornisce all’organismo: ossigeno,  energia, movimento muscolare, cominciando dal basso addome fino alle clavlcole, informazioni relative all’ambiente attraverso gli odori.
Per quanto riguarda l’ossigeno, il ruolo è sicuramente collegato al metabolismo. Permettendo e potenziando il metabolismo, è uno dei responsabili della liberazione dell’energia contenuta negli alimenti, così come del controllo del peso. Simultaneamente, agisce come purificatore sostituendo l’anidride carbonica e facilitando l’eliminazione di tossine dal corpo.
Bisogna inoltre sottolineare la sua positiva incidenza nello sviluppo dei tessuti e dei muscoli, così come la sua funzione di “potenziatore” del lavoro fisico. Ricordiamo che per un maggior sforzo muscolare si richiede un maggiore consumo energetico, il che è possibile accelerando il metabolismo, cioè, apportando un maggior volume d’ossigeno per unità di tempo per mezzo di un incremento della capacità o del ritmo respiratorio.
Naturalmente, il lavoro muscolare, l’incremento di energia, suppone anche un maggiore consumo del materiale energetico che viene fornito attraverso gli alimenti, con il quale si può diminuire il peso corporeo, tenendo conto inoltre dell’acqua che si elimina attraverso il sudore, come conseguenza dell’incremento di temperatura che l’attività fisica, il movimento, originano sul corpo.
Il cosiddetto prāṇa, termine sanscrito per “vita” o “respiro”, rigenera l’energia vitale perduta o consumata dallo stress e dalle emozioni o sentimenti nocivi (odio, invidia, etc.), incrementando l’armonia dell’equilibrio corpo-mente-ambiente quando l’individuo sa come goderne attraverso il controllo cosciente della respirazione.
Il movimento muscolare dell’addome e del torace fornisce numerose sensazioni piacevoli, oltre a diminuire il nervosismo, l’irritabilità, lo stress. Ci fornisce una gradevole sensazione di pace interiore, permettendo il controllo del ritmo cardiaco, così come la regolazione della tensione arteriosa e di altre costanti vitali.
Come conseguenza di una respirazione adeguata, si fortificano i muscoli intercostali ed addominali e questo, a sua volta, si traduce in un raddrizzamento della schiena e della colonna vertebrale, correggendo così numerosi problemi funzionali.
La respirazione corretta consta di un meccanismo più complesso di quello che a prima vista può sembrare, quale conseguenza della mancanza di pratica nel corso della vita di un essere umano.
In primo luogo, è necessario che il corpo ed il petto siano distesi, ma senza essere contratti, in uno stato di completo rilassamento, per permettere che l’aria fluisca liberamente tanto in un senso come nell’altro, senza soffocamenti di nessun tipo.
La respirazione deve essere silenziosa e profonda ma senza sforzi muscolari: si deve respirare normalmente attraverso il naso, il quale non solo ha il compito di filtrare l’aria che si inspira, ma anche quello di scaldarla affinché arrivi ai polmoni ad una temperatura adeguata per evitare così possibili alterazioni, la maggior parte delle quali causano conseguenze gravi alla salute.
Per crisi corporali con scopi terapeutici, la bioenergetica consiglia la respirazione orale, che è corretta in quanto si riferisce a stati emozionali intensi, come quando si fa l’amore o si praticano alcuni tipi di forme, dato che così si vede favorita e stimolata la comunicazione di emozioni, ma non nelle restanti circostanze. Basta immaginare un corridore in inverno che respira a bocca aperta, per avere la certezza dell’inadeguatezza del sistema e delle sue conseguenze negative.
Altro aspetto importante all’interno del meccanismo della respirazione è il ritmo respiratorio, che comprende quattro tempi perfettamente differenziati: (1) svuotare i polmoni al massimo per eliminare tutta l’anidride carbonica; (2) tenere i polmoni vuoti normalmente, fino al momento in cui si avverte il bisogno dell’aria che inspiriamo; (3) riempire i polmoni d’aria nuova, ricca d’ossigeno e  prāṇa; (4) tenere i polmoni pieni.

Generalmente, il tempo di mantenimento dei polmoni vuoti o pieni deve essere lo stesso e specifico per ogni individuo secondo le sue peculiarità. Continua…

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