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La fuga è lo stratagemma migliore – 走為上計

la fuga è il miglior stratagemmaOgni volta che ci si imbatte nelle discussioni sulle Arti Marziali c’è sempre qualcuno che cita la massima per cui la miglior vittoria è evitare il combattimento. Eppure, quando poi si dice che la fuga è lo stratagemma migliore in battaglia, non si riesce a mandar giù, innamorati come siamo della filosofia della vittoria o della morte ad ogni costo.

All’interno dei Trentasei Stratagemmi troviamo proprio questo come ultimo suggerimento in battaglia: 走為上計 (zǒu wèi shàng jì), che può esser tradotto come “la fuga è lo stratagemma migliore“. Perché proprio come ultimo, perché alla fine, dopo tante strategie e tattiche, si propone la fuga come miglior suggerimento d’azione?

In realtà tutta l’ultima sestina dei Trentasei è dedicata alla cosiddette “battaglie perse”, ma in particolar modo quello trattato è la constatazione che, in casi estremi, quando tutto è perduto, è meglio darsi alla fuga. Stiamo parlando dell’idea diametralmente opposta a quella di chi propone battaglie sino all’ultimo uomo, che precludono ogni possibilità di futura riscossa.

Anche nel Libro dei Mutamenti si trova la massima:

Ritirata. Niente da biasimare.

Questo per dire che è naturale, sta nell’ordine delle cose la possibilità di ritirarsi per schivare l’avversario o per conservare le forze in attesa di un attacco più proficuo. Anche la ritirata, in fin dei conti, è un modo per avanzare. Non a caso un saggio non combatte mai una guerra persa.

Per gli appassionati, andiamo ad analizzare gli ideogrammi che compongono lo stratagemma.

走為上計

走 [zǒu] indica il verbo ‘andare’ o ‘correre’. Raffigura una persona (大) che cammina con un piede particolarmente grande – 止 [zhǐ], piede -.

為 (si trova anche nella forma semplificata 为) [wèi] significa ‘diventare’. Raffigura un elefante guidato da una mano.

上 [shàng] indica l’azione dello stare sopra opposto a 下 [xià], che indica lo stare sotto.

計 (con la forma semplificata 计) [jì] è il contare. L’ideogramma, infatti, è formato da 讠(o 言 [yán]), le ‘parole’, e 十 [shí], il carattere usato per il numero ‘dieci’. Le dieci (十) parole (言) utilizzate per contare sono: 一二三四五六七八九十.

la fuga è il miglior stratagemmaPotremmo tradurre in italiano così: “la fuga diventa spesso la cosa migliore da fare”. Credo che possa rendere bene l’idea dello stratagemma.

Si tratta di intelligenza, mera e semplice intelligenza di chi vede che la vittoria dell’avversario è talmente sicura che non si mette nemmeno in gioco. Ci sono vie apparentemente più nobili, come quella del combattere fino alla morte, fino all’ultimo uomo o fino allo stremo delle proprie forze. C’è la soluzione della negoziazione, dove possibile. C’è la possibilità di capitolare, cioè di arrendersi sul campo.

Nel nostro caso, invece, la vittoria sta proprio nella fuga, quando constatiamo che combattere sarebbe soccombere in malo modo. Fuggire non significa perdere o essere sconfitti. Ci si riserva solo la possibilità di attaccare in modo più deciso in un secondo momento. Evitare la sconfitta certa oggi equivale a darsi una possibilità di vittoria domani.

All’interno delle strategie di combattimento proprie del nostro sistema troviamo la possibilità di simulare una ritirata molto veloce, per poi utilizzare la perdita di concentrazione dell’avversario come un’arma da ritorcergli contro. Anche nel lavoro di gambe ci sono esercizi appositi per simulare una ritirata, che, in realtà, è solo strategica.

三十六計走為上計Anche a livello di gestione corporea, nel Black Flag Wing Chun utilizziamo le gambe in apparente “ritirata” (esempio per i praticanti: Im Siam Po), mentre gli arti superiori vengono spinti al massimo contro l’avversario. Si tratta proprio di uno dei perni del lavoro di separazione tipico di questo sistema.

Di fronte ad una persona armata di coltello, per esempio, se non c’è l’obbligo etico (per esempio per difendere la famiglia) o vitale (quando non ci sono vie d’uscita alternative), la fuga è lo stratagemma migliore. In sostanza, questo stratagemma permette la sopravvivenza in casi in cui l’alternativa sarebbe la morte o un danno davvero grave. Bisogna mettere da parte l’ego (che alcuni chiamano onore), per poter ottenere una possibilità di vittoria.

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