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La finalità della pratica del Wing Chun Kuen

Parto dalla fine, tanto per chiarire subito la mia posizione. La finalità ultima della pratica del Wing Chun Kuen è quella di ottenere un perfetto equilibrio fra il corpo e la mente attraverso la pratica (sul Tatami o altrove) di un’ampia gamma di tecniche fisiche e di movimenti a corpo libero. 
Uno può arrivare stanco e preoccupato all’allenamento, ma ne esce sempre stimolato, sia fisicamente che psicologicamente, soprattutto per il lavoro svolto per scaricare la propria aggressività. Raggiungere tale scopo implica tutta una serie caleidoscopica di obbiettivi intermedi, con una trascendenza umana e sociale che è alquanto bella e sconosciuta. 
Anzitutto dobbiamo prendere coscienza del nostro corpo, per poterlo accettare, con la rottura di tutti gli impedimenti ossessivi sia a livello individuale che di gruppo, che possono impedire il nostro sviluppo. La presa di coscienza comincia quando si sentono i primi indolenzimenti muscolari, allo stesso modo di quando si percepisce l’irrigidimento muscolare o il rilassamento.
Stare a sentire il corpo e il modo in cui lavorano i muscoli, in accordo con il principio della massima stabilità e del risparmio energetico è un altro punto molto importante per la nostra pratica. Nello stesso momento è fondamentale rieducare la capacità corporea al gioco, con i vari esercizi di Chi Sau e Lat Sau, per esempio. 
Se ci pensate bene, durante gli allenamenti rivitalizziamo la sfera sensitiva e sensoriale attraverso il lavoro della colonna vertebrale, del basso addome e della zona pelvica, per avere una percezione sempre migliore del movimento di questa macchina perfetta ed imperfetta allo stesso tempo chiamata corpo umano.

Il controllo del corpo è un obbiettivo assai difficile da raggiungere. In tutti gli anni di pratica ho conosciuto solo due o tre persone in grado di muoversi con estremo controllo di ogni singola parte del corpo. La conoscenzadel proprio asse corporeo, del volume (dimensione corporea) e del movimento con il massimo risparmio energetico permette un utilizzo corretto del corpo nello spazio; parlo sia del corpo individuale che di quello del gruppo, il che significa che il rapporto con gli altri nonché i movimenti si addolciscono e si fanno meno convulsi.

Attraverso la pratica dobbiamo riuscire ad acquisire la capacità per passare dal rilassamento totale all’esplosione del Ch’i per ritornare subito al rilassamento, come fanno gli animali in natura. Con un serio allenamento è possibile migliorare i bioritmi e l’utilizzo della propria energia vitale, sia per la conoscenza interna del corpo che per l’ottimizzazione del respiro, riuscendo a fare in modo che le costanti vitali – ritmo respiratorio, flusso sanguigno, etc. – raggiungano un valore più equilibrato.
Sin dall’inizio, attraverso la pratica delle forme, il praticante viene stimolato a sviluppare la volontà, la costanza, il desiderio di superarsi, l’umiltà nell’accettare le proprie limitazioni e la capacità per sopportare il dolore fisico (con le pratiche connesse al condizionamento – 打三星 (Da Saam Sing), etc. -. Con lo stesso lavoro e con quello in coppia, si sviluppa un’armonica coordinazione muscolare, in sequenza progressiva, per dare potenza all’istante del possibile impatto, il che obbliga il praticante a controllare il suo sistema nervoso, impiegando soltanto quei muscoli che richiede la tecnica e mantenendo rilassati gli altri per evitare di disperdere la forza. Questa coordinazione ha il vantaggio immediato di dare all’allievo una vera sensazione di piacere fisico, il sentirsi completamente padrone del proprio corpo.

Eppure i benefici non finiscono qui. Il Wing Chun Kuen facilita la iberazione ed il controllo dell’aggressività nella pratica normale nel combattimento senza KO, grazie a un rigoroso autocontrollo psicosomatico.  Ricordiamo che l’adrenalina si libera con il grido e l’esplosione violenta della tecnica, ma per questo bastano un paio di minuti. Mantenere quella tecnica più a lungo ha un effetto negativo che annulla la liberazione ottenuta.

Mi spiego meglio: l’allievo arriva alla lezione con la dose di adrenalina accumulata durante la sua attività giornaliera (lavorativa, familiare, sociale, affettiva). Quella quantità si libera facilmente nel tempo suddetto, ma se persistiamo nello stimolare la sua aggressività, arriva un momento in cui la stanchezza e l’imposizione cominciano di nuovo ad agire su di lui, attivando ancora la secrezione di adrenalina. Ci sono casi di comparsa di vero e proprio odio per l’istruttore che pungola in modo ingiustificato l’allievo, che lo considera una figura onnipotente, al contempo amata e temuta. Un esempio chiaro, come nelle terapie, di rapporto

asimmetrico.
La liberazione di energie negative, come gli eccessi di calorie, le angosce e le paure fisiche e psichiche attraverso il movimento corporeo aiutano ad ottenere un perfetto equilibrio e controllo del respiro e, di conseguenza, della concentrazione e del rilassamento, nonché un adeguato sfruttamento dell’energia che immettiamo nel corpo durante l’inspirazione.

Pian piano si genera una gradevole sensazione di sicurezza che facilita in grande misura il vivere sociale. Quando dedichiamo tempo a sufficienza alla pratica, viene fuori un’eccellente flessibilità, elasticità, forza muscolare e ringiovanimento del corpo, nonché una grande resistenza muscolare per tutti i tipi di sport o lavori fisici.

In merito alla comunità con la quale si vive e si entra in simbiosi, troverete una calda sensazione di solidarietà dovuta alla pratica collettiva, al frequentarsi stabile e duraturo. In questa famiglia ci si potrà sentire davvero a casa, però, solo se saranno chiariti sin dall’inizio i punti fondamentali per la convivenza, altrimenti si rischierà sempre di cadere in un clima da sètta o in una collettività impersonale o, peggio, spersonalizzata, dove ci si sentirà solo numero tra numeri.

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