Intervista a SiFu Corti

Ringrazio il fratello Krypteia per la traduzione!!
Oggi siamo con SiFu Corti, membro della European Wing Tsun Organization.
Ciao fratello! Puoi parlarci della tua vita? Quando hai cominciato a praticare arti marziali?
Ciao, ho cominciato a praticare arti marziali a 8 anni. Personalmente non mi avevano mai interessato, ma in un certo senso sono stato costretto da mio fratello. Vivevamo in Australia in un periodo in cui gli italiani erano vittime di un pesante razzismo, simile a quello che abbiamo noi nei confronti delle molte diverse culture approdate sulle spiagge italiane negli ultimi vent’anni. Da bambino avevo sempre paura e anche andare a scuola era un incubo. Così ho iniziato a frequentare la scuola di Wing Chun di Jim Fung. Parliamo del 1973, quindi ho molti bei ricordi.
Chi ti ha fatto conoscere il Wing Chun?
Come ho detto, il mio primo Sifu è stato Jim Fung, purtroppo scomparso. Ma grazie a lui ebbi l’opportunità di conoscere molti insegnanti di alto livello tra cui Sigung Tsui Shun Tin e Wong Shong Leung. In Australia c’erano molti immigrati cinesi. Mi sono anche allenato per un breve periodo con Felix Leong, il Sifu più alto in grado nella scuola di Ip Chun in Australia.
Chi sono stati i tuoi Maestri in passato? E oggi?
Ne ho già menzionato qualcuno, comunque ho avuto la possibilità di allenarmi (in seminari, lezioni private e/o in incontri amichevoli) con Sifu Fischer, Danny Inosanto, un caro amico d’infanzia, Vince Palumbo (fondatore dell’Arjukanpo, un mix di Thai, karate, jiujitsu, boxe, DocePARES con il maestro Cacoy Canete, e primo campione australiano della competizione Tough Man), Sifu Nino Pilla allievo diretto di Danny Inosanto, William Cheung, Paolo Cangelosi; Nino la Rocca, Patrizio Oliva, Franco Delacquila, Russolillo, Yawe Davis, Maestro Speranza (buonanima) della Fernet Branca per quanto riguarda la boxe; Sifu Tassos, Sifu Boztepe, Sifu Gutierrez, Sifu Sali Avci (un ottimo Sifu), Sifu Delisio, Sifu Cesana, mio fratello Maurizio (un Sifu eccellente), ovviamente Sifu Cuciuffo, Sigung Kernspecht, Master Bill Newman, Sigung Chen Chuen Fun, molti allievi a Hong Kong tra cui Robin Tsang e, naturalmente, SiJo Leung Ting. Ce ne sono altri ma la lista sarebbe troppo lunga. Ricordo anche i Sifu Graehme Kershner, Karen Armstrong e Sifu Albert, uno degli studenti più anziani di Sigung Tsui Shun Tin in Australia.
Sei un SiFu? Come si ottiene questo titolo nella tua associazione?
Se paghi puoi essere quello che vuoi! Sto scherzando; sì, sono stato nominato Sifu direttamente da SiJo Leung Ting a Hong Kong. Credo si diventi Sifu grazie ai propri sforzi e al duro lavoro. È un titolo che va meritato. Inoltre il tuo maestro deve sapere come lavori per poter giudicare la tua metodologia e sapere se meriti o meno questo titolo.
Ovviamente la mentalità europea potrebbe non trovarsi d’accordo con questo ragionamento. La parola italiana “maestro” è un modo di rivolgersi a te che gli allievi scelgono di usare quando capiscono e apprezzano la tua onestà e la tua passione.
Quante ore ti alleni?
Circa 25 ore a settimana, meno di quanto facevo prima.
Hai mai combattuto in un contesto sportivo? Quando, dove e con quali risultati?
Ho disputato degli incontri di pugilato negli anni ’80, ma mai a livello professionale. Non ricordo i luoghi esatti, ma sicuramente a Genova, Verona e Australia Meridionale. Ho sostenuto 10 combattimenti, con 2 pareggi e 8 vittorie, nessuna per KO. Invece quando avevo circa 12 anni nella scuola di Wing Chun di Adelaide combattevamo a contatto pieno alla fine delle lezioni. Era veramente terribile, perché combattevamo anche contro esponenti di altri stili con indosso corpetti, caschi, parastinchi e piccoli guanti a dita aperte.
A dire il vero la maggior parte delle volte perdevo e in quel periodo ero dominato dalla paura perché tutti erano enormi. Allenarsi con Sifu Fischer invece era un incubo. Alla fine di ogni seminario si combatteva a contatto pieno con pochissime protezioni e nessuna regola (davvero nessuna), quindi molto spesso tornavo a casa pieno di lividi, costole rotte e denti scheggiati.
Ho sopportato questo tipo di lavoro per circa 7 anni, ma non lo consiglio a nessuno.
Quante ore a settimana dovrebbe allenarsi un allievo per progredire seriamente?  
Se, e ripeto SE, ha un buon insegnante consiglio circa 8-10 ore a settimana.
Quali sono i concetti di combattimento su cui si concentra la tua scuola?
Soprattutto la concentrazione mentale, allenare il corpo per fargli capire che è la mente a comandare. Allenare la mente e il fisico allo scopo di ottenere un obiettivo, a canalizzare in maniera efficiente l’energia per aumentare la forza. Apprendere le meccaniche del corpo attraverso la connessione cinetica di mente, tessuto muscolare, tendini e articolazioni, utilizzando ogni millimetro del corpo per massimizzare i risultati. Credo nell’importanza di costruire e non distruggere il corpo e il cervello con colpi e percosse ripetuti durante uno sparring inutile.
Non sto dicendo di non fare sparring, ma prima è necessario aver raggiunto un certo livello di comprensione. Ma studiare un metodo antico di combattimento e riuscire a metterlo in pratica non è facile, specialmente quando ci sono così tante interpretazioni diverse del Wing Chun del GM Yip Man
Cosa pensi a proposito di altri SiFu e del loro metodo di insegnamento? 
Credo che molti insegnino in base alle loro esperienze personali. Molti sanno che giro dei video provocatori (vedi qui – N.d.R.), in parte per denunciare una verità e in parte per semplice divertimento, come nel caso di Sifu Gutierrez. Credo che lui sia abbastanza maturo da capirlo. Ciò su cui non sono d’accordo è il comportamento di alcuni Sifu, come Iadarola. Un 8° grado allievo di mio fratello e un suo amico sono diventati magicamente Sifu nel giro di due anni con Iadarola. Sono stati promossi a 4° Grado Tecnico e hanno anche imparato i Bart Chum Dao. Ho visto sul loro sito web che hanno addirittura scattato foto davanti all’ingresso della scuola di Leung Ting a Hong Kong senza nemmeno entrare, facendo finta di essere suoi allievi. Un giorno ho telefonato loro, in vivavoce, e ho chiesto loro se pensavano di essere in grado di insegnare. Mi hanno detto (e c’erano due miei allievi che ascoltavano, come testimoni) che conoscevano tutte le sequenze ma non sapevano come applicarle. Ho detto che stavano imbrogliando i loro allievi e che dovrebbero vergognarsi del loro comportamento. Dopo una discussione alla fine ho attaccato. Credo che questo sia offensivo nei confronti di tutti gli insegnanti che hanno investito hanno e fatto sacrifici per la propria preparazione.
Puoi raccontarci qualcosa sulla vicenda “Fight Quest”?
Eheh sapevo che me l’avresti chiesto. È piuttosto semplice. SiJo Leung Ting in persona mi ha chiesto di andare a Hong Kong per combattere contro Jimmy Smith. L’ha fatto con un preavviso molto breve, così 36 ore dopo ero a HK. Sono sceso dall’aereo un’ora prima del combattimento. Arrivo sul set e il regista non mi vuole perché non sono orientale. Io mi arrabbio, SiJo si arrabbia, il regista si arrabbia; l’unico tranquillo è Jimmy Smith. Mi dà il permesso di girare un breve filmato con lui dove spiego che non possiamo combattere per una decisione del regista. Mi hanno offerto di far parte della folla durante le riprese ma io ho rifiutato. Ero troppo arrabbiato, ero stato insultato e l’avevo presa sul personale. Doveva esserci una sfida con un tizio cinese che si trovava sul set. Ho agito in maniera impulsiva e gli ho risposto in modo aggressivo, credendo che volesse combattere con me. In seguito ho scoperto che questa persona voleva solo fare un incontro dimostrativo in cui avremmo dovuto mostrare le nostre tecniche in maniera controllata. Prima del confronto mi hanno detto che il mio avversario era un membro delle Triadi e altre idiozie del genere per spaventarmi, e che dovevo stare attento perché Hong Kong di notte è un posto pericoloso. La sera del confronto ho cercato 3 o 4 volte di mostrargli la mia superiorità senza colpirlo, come del resto aveva chiesto LUI, ma al terzo tentativo lui ha provato a colpirmi al collo a tradimento. Alché ho perso il controllo e ho iniziato a colpirlo mentre era a terra. Per vendetta ho pubblicato su YouTube il video con una didascalia che recitava “wt man vs wc man”. Poi mi sono stancato di dover dare spiegazioni a tutti e ho rimosso il video. Ma non si trattava di un video promozionale dell’EWTO, è stata un’iniziativa personale.

Puoi spiegarci i punti del ‘Luk Dim Poon Kwan’?
Ti rispondo sempre in base alla mia interpretazione personale. Adoro il bastone lungo. È stato rivoluzionario per comprendere le meccaniche del corpo e per imparare a generare forza anche a distanze più lunghe. Credo che il bastone lungo sia uno strumento importante per sviluppare e migliorare tutta la pratica del wing chun/tsun.
Cosa puoi dirci sui ‘Bart Cham Dao’?
Beh, naturalmente l’utilizzo tradizionale è diverso dal modo in cui li usiamo oggi. Ma se pensi che la lunghezza che va dai tuoi gomiti alla punta delle dita è all’incirca la stessa di quella delle lame, è facile capire come i Bart Chum Dao siano uno strumento importante per migliorare il combattimento a mani nude.
Grazie fratello!
Grazie a te, amico mio!

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