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Il Tao come stile di vita V

Il sangue, invece, parte dal cuore, carico di sostanze vitali e attraverso arterie, capillari e vene torna al punto di partenza, privo di esse. Durante la fase dell’inspirazione avviene un processo per cui l’aria entra in contatto con il sangue; gli cede ossigeno e lo arricchisce nuovamente di quelle sostanze perse, preparandolo al ciclo successivo. È importantissimo quindi che l’ossigeno si leghi al sangue in maniera adeguata e sufficiente, perché più viene assorbito e tanto più miglioreranno le funzioni dell’intero organismo. Questo si spiega col fatto che l’ossigeno ha il compito di depurare il sangue ed alimentarlo di nuove sostanze. Pertanto, se l’apporto di aria nei polmoni risulta inadeguato, non avviene una completa depurazione e parte delle scorie ritorna in circolo. All’accadere di ciò, l’organismo ne soffre ed accelera il suo processo di invecchiamento: questo si spiega col fatto che poco ossigeno, legandosi con l’emoglobina del sangue, non permette una ottimale rigenerazione delle cellule.

A questo punto, risulta logico che una sana e corretta respirazione agisce in modo estremamente positivo, determinando, oltretutto, un sensibile sviluppo della capacità estensiva, contrattiva ed elastica della muscolatura e degli organi in genere. Il respiro, come spiegato, è un’operazione complessa. Nell’ambito di questa, è opportuno soffermare l’attenzione sul fatto che durante il suo ciclo, oltre le azioni già menzionate, avviene anche il contatto energetico e vitale con la sostanza vibrante dell’universo ovvero con l’essenza della vita stessa.

Le principali tecniche di respirazione tendono infatti ad aumentare e favorire l’assimilazione di ossigeno a livello polmonare e nei tessuti, con un fine quindi altamente positivo. Così, alla normale fase di inspirazione ed espirazione, si aggiunge la fase intermedia, l’intervallo di “ritenzione” del respiro, durante la quale l’ossigeno stesso poteva essere più a fondo assimilato.

Le tecniche che a noi interessano sono due: quella detta semplice e quella a narici alternate, che fu appositamente studiata per poter manipolare singolarmente o insieme le due forza Yin o Yang. Analizziamo la prima. In essa si assume la posizione del loto; la colonna vertebrale deve essere perfettamente dritta, le spalle rivolte all’indietro, il mento ed il corpo rialzati, braccia e mani distese sulle cosce. La prima fase inizia con l’inspirazione, la quale deve essere eseguita con molta calma, rilassamento ed armonia, seguendo il percorso che parte dalle narici e scorre prima verso i polmoni, passando attraverso i bronchi ed il torace; poi giunge in ultimo al diaframma, che con un piccolissimo sforzo dovrà essere abbassato, per consentire l’immagazzinamento di più Ch’i possibile; in questo preciso istante è anche necessario che l’addome sia sospinto all’infuori.

La seconda fase è quella della ritenzione. Restando immobili, si deve mantenere il torace nello stato di maggior dilatazione consentita, senza però forzare eccessivamente: sarebbe molto pericoloso! La suddetta dilatazione si ottiene con una profonda inspirazione. La fase intermedia, serve quindi a dar tempo all’ossigeno di venir assimilato nel miglior modo possibile, a livello degli alveoli polmonari. Bisogna anche fare attenzione che la cassa toracica, nella fase di tensione sia tenuta ferma, senza essere allo stesso tempo troppo rigida o tesa.

In ultimo, si ha il momento di completa espirazione. Essa consiste nell’emettere dalle narici tutta l’aria immagazzinata durante le fasi precedenti. Questo è un momento molto importante: se dovesse incorrere qualche errore proprio adesso, si rischierebbe infatti di gettare al vento tutto il lavoro svolto in precedenza. Dunque, l’aria deve essere espulsa attraverso le narici, impiegando un tempo circa due volte più lungo di quello occorso durante l’inspirazione; bisogna altresì fare attenzione ad espellere l’aria nella maniera più armoniosa e fluida possibile, senza interruzioni, scatti o a velocità incostante. Molto importante è badare a non forzare molto l’emissione. Se non si riesce ad impiegare un ritmo prolungato in questa fase, non si otterranno i migliori risultati, ma ciò nonostante bisognerà che si riesca a mantenere il flusso aereo uguale e costante, come l’alterarsi delle onde del mare, quando è calmo.

Subito dopo aver emesso l’aria, tramite lo svuotamento dei polmoni, occorre, senza lasciar trascorrere pausa alcuna fare un piccolo sforzo: contrarre all’indietro i muscoli addominali e innalzare il diaframma, in modo tale da svuotare completamente i polmoni. Di qui, verrà la successiva fase di inspirazione, in cui immagazzinare altra aria. Durante l’intero ciclo respiratorio – inspirazione, ritenzione ed espirazione – il praticante dovrà concentrarsi non tanto sul respiro, bensì su un punto preciso, il Tan-T’ien, sito, come detto più volte, a circa tre centimetri sotto l’ombelico, a tre dita di profondità, verso l’interno del nostro corpo. Per far intendere che cosa sia il Tan-T’ien è sufficiente affermare che esso rappresenta uno dei sette centri vitali del corpo umano.

A questo punto segue la seconda, fondamentale, tecnica respiratoria. Essa è conosciuta come respirazione a narici alternate, detta Anuloma-Viloma. Attraverso questo tipo di respirazione il praticante può mutare, aumentando o diminuendo, le due energie Yin o Yang dentro di lui. In tal modo potrà quindi adattare il suo corpo, concepito ora come conduttore di energia, alle necessità che gli possono essere richieste dalle circostanze.

Ad ogni narice corrisponde una delle due forze: per l’esattezza dalla narice sinistra si incanala l’energia Yin, mentre dalla narice opposta si incanala l’energia Yang, rispettivamente conosciute coi nomi sanscriti di Ida e Pingala. Vediamo adesso il sistema respiratorio che ne sfrutta l’incanalamento. Dalla consueta posizione, bisogna portare la mano destra a livello delle narici: con il pollice destro si eserciti pressione sulla parete esterna della narice stessa, in modo da occluderla; a questo punto ha inizio il ciclo respiratorio, inspirando dalla narice rimasta libera, vale a dire la sinistra, in tal modo si cominci ad inalare lentamente, seguendo il flusso aereo, prima attraverso il naso, poi tramite la trachea, i bronchi, fino a riempire del tutto i polmoni.

Con il dito anulare della mano destra, a polmoni pieni, si esercita pressione sulla narice sinistra chiudendola; qui subentra la fase di ritenzione del respiro. Una volta terminata, si allontana il pollice dalla narice destra e si espira completamente, attraverso quest’ultima. Conclusa l’espirazione, si inizia istantaneamente la fase ultima inspiratoria, tramite la narice destra, rimasta aperta, la quale verrà poi a trovarsi di nuovo chiusa, al termine del ripetuto atto, dal pollice. E così seguirà la seconda fase di ritenzione del respiro per poi seguire la totale e armoniosa espirazione di tutta l’aria, alzando il dito medio dalla narice sinistra. A questo punto il ciclo è terminato e bisogna soltanto ripeterlo allo stesso modo più volte. Altre modalità respiratorie saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.

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