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Il nostro Chi Sao

Molti mi chiedono di spiegare ai non addetti ai lavori cosa si intende con il termine Chi Sau [黐手] (“mani/braccia appiccicose”). Cercherò di essere sintetico…

Nella nostra interpretazione, il
Chi Sau è un termine generico che rappresenta un metodo per la formazione e per l’applicazione di ciò che studiamo. Un motto molto importante del nostro lineage è il seguente:


Mo Kiu Mun Yau Kiu
Cerca di trovare o creare il ponte

Uno degli obiettivi più importanti al fine di formarsi attraverso il Chi Sau è quello di costruire il riflesso naturale e spontaneo dei praticanti tale che l’intero corpo e la mente siano in grado di mantenere uno stato rilassato ma pronto a muoversi, reagire, controllare e contrastare un attacco, con velocità e potenza, penetrando attraverso i punti deboli dell’avversario.Giustifica
Il
Chi Sau fornisce una formazione tecnica al fine di conseguire quella caratteristica propria del Wing Chun che è il flusso continuo, morbido e “appiccicoso” dell’energia. Attraverso l’esercizio si impara a seguire i movimenti dell’avversario, studiando le modalità di difesa e di contrasto degli attacchi.

Nel processo di tale formazione, si arriverà a uno stato di quiete in cui usiamo la nostra intenzione attraverso il nostro corpo, che comprende le nostre braccia, le mani, i piedi, etc. Quando si acquisise lo status di calma, ci sentiamo parte dell’ambiente circostante ed il Qi fluisce in tutto il corpo.

Nelle Arti Marziali non studiamo metodi per attaccare le persone per primi, vale a dire non prima di esser stati attaccati. Studiamo l’uso, quando richiesto, delle nostre reazioni agli attacchi esterni. Noi ci troviamo sempre in una posizione relativamente inattiva, proprio perché non vogliamo lottare. Eppure le nostre reazioni sono comunque spontanee, perché derivano da un duro lavoro sulla molla costruita con il nostro corpo. Ecco perché nel Chi Sau utilizziamo pressioni verso la linea centrale dell’avversario, attendendo l’errore dello stesso.

Nell’esercizio del Chi Sau abbiamo bisogno di un elevato livello di concentrazione, oltre ad una forte elasticità mentale. La differenza è molto sottile tra la concentrazione e lo stress. Dovrebbe essere una piena integrazione dello stato di preparazione fisico e mentale.

Alcuni ritengono che ci sia bisogno di non focalizzare la mente durante la pratica. Io lo ritengo fuorviante. Per qualsiasi pratica, anche solo per la formazione com’è il Chi Sau, e, ovviamente, in caso di vera e propria lotta, la mente del’individuo deve essere necessariamente concentrata: la mente ed il corpo devono essere uniti come un’unica entità.

Abbiamo bisogno di “liberare” la nostra mente dal pensiero materialistico, dai normali vincoli, lasciando fluire il nostro pensiero ed il Qi, liberamente, attraverso il nostro organismo. La nostra mente ed il nostro istinto devono portare a questo risultato: estrema rilassatezza della mente e del corpo, ma carica esplosiva di tutto l’organismo, pronto ad esplodere.

Se la nostra mente non è concentrata, il nostro Sun (lo spirito), che è il più alto livello della mente (la conoscenza, il coraggio, il Qi, la forza, etc.), si dispede e non si può sviluppare la vera potenza del nostro Chi Sau.

Per alcuni lo scopo principale della formazione attraverso il Chi Sau è quello di allenare l’intero corpo per essere addestrati ad una risposta “meccanica”, cioè ad una reazione “automatica” alle azioni dell’avversario. Attraverso l’azione si avrebbe la reazione, senza passare attraverso il “processo di pensiero logico”.

In questo senso si cerca di eliminare la sensazione visiva durante la pratica (occhi chiusi e bende a go go), ma spesso la vista contribuisce ad accelerare il processo di formazione del riflesso corporeo all’azione. Tuttavia, anche i non vedenti e gli ipovedenti riescono ad avere ottimi risultati con il Chi Sau, nel momento in cui riescono ad ottenere e a mantenere l’unificazione della mente e del corpo – l’unificazione di Heaven (il cielo), la mente, e di Man (l’uomo), il corpo.

Nella pratica del Chi Sau si rischia di venir colpiti, se si inizia a pensare a cosa bisogna fare. Il lavoro con il compagno dovrebbe essere un processo continuo e la risposta dovrebbe essere alimentata immediatamente dalla mente. Ad ogni azione si dovrebbe determinare il successivo comando e il corpo si dovrebbe preparare per ulteriori azioni di adeguamento. Il contatto visivo sarà solo un ulteriore processo di raccolta di informazioni per consentire all’organismo di reagire meglio.

Nel corpo umano gli occhi sono uno dei migliori sensori per l’apprendimento. Migliorano il livello di capacità di rilevamento di altri sensori, che comprendono ogni centimetro delle nostre mani, delle braccia, del corpo, etc. Attraverso il Chi Sau si aumenta la capacità di rilevamento del corpo, di agire e reagire, sia in entrata che in uscita (mente e corpo) e non ci si occupa solo di colpire o di picchiare duro.

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