Gli stratagemmi del Wing Chun

Anni fa, quando ebbi modo di leggere i testi relativi ai Trentasei Stratagemmi della Tradizione Cinese, non riuscii a coglierne a pieno il senso, i concetti e la praticità nel combattimento, così come nella vita di tutti i giorni. Attraverso ore di studio, di meditazione e di pratica del combattimento posso finalmente dire di aver compreso alcune cose, che ho il piacere di condividere con i miei Allievi, Amici e Lettori.

Vorrei prendere in esame uno stratagemma che è particolarmente caro al Wing Chun o, almeno, alla nostra famiglia (Hek Ki Boen Eng Chun Pai), quello che potete trovare in cinese (mandarino) come fǔ dǐ chōu xīn (釜底抽薪).

Togliere la legna da sotto il pentolone

In questo stratagemma, che fa parte di quelli “delle battaglie per confondere“, è contenuto un grandissimo concetto pratico del nostro sistema, cioè il non opporsi alla forza con la propria, attraverso l’eliminazione delle sue energie vitali. Togliere le sue energie può significare parecchie cose. La legna (cioè le energie) può essere tolta in vario modo, dipende dalla situazione e dal metodo che volete utilizzare.

Per esempio si può pensare di far stancare l’avversario, attraverso un gioco di gambe appropriato, che conservi le nostre energie e faccia perdere le sue. Oppure si può pensare a direzionare i suoi attacchi in modo che vadano sempre a vuoto, con l’utilizzo del Bai Thoum. O, ancora, si possono utilizzare movimenti di braccia e di gambe per portare l’avversario al suolo; in questo caso la legna sono proprio le gambe…

fu di chou xin

Un proverbio cinese recita: “Per eliminare l’erbaccia, estirpare le radici“. E’ importante, nella fase del combattimento, togliere le radici all’avversario, non per andare a lottare al suolo, ma per avere molte opzioni in più di colpire senza fare movimenti di gambe: nel momento in cui l’avversario è a terra, può essere attaccato in modo continuativo e devastante.

Anche nel Libro dei Mutamenti si dice: “Il cielo sopra il lago”. Bisogna essere sempre fiduciosi in se stessi, anche nei momenti difficili, perché tutto può essere superato con cautela tenendo presenti tutti i rischi. L’Esagramma 10 del Camminare che ha proprio questa immagine del cielo sopra il lago, cioè la naturale posizione delle cose. Per avere Successo, quindi, bisogna “camminare con leggerezza sulla coda di una tigre che non morde“.

Nel combattimento la tigre può essere metaforicamente paragonata al porsi al di sopra di un avversario più potente, cioè a non contrastarlo faccia a faccia, ma risolvendo la disputa attraverso l’intelligenza e la strategia. Vincere contro un avversario più forte è una delle capacità più richieste da chi viene a praticare Wing Chun e, come dico sempre, questo è possibile se ci si muove con armonia, in modo naturale, senza andare incontro e contro chi ci contrasta.

stratagemmi Wing ChunSi dice spesso di non fare il passo più lungo della gamba. Esattamente lo stesso avviene nella nostra Scuola di HKB Wing Chun, dove si invita sempre ad agire con circospezione, senza farsi intimidire dalla tigre (cioè dall’avversario più forte). L’attività del praticante di Wing Chun deve essere proprio quella di minare le fondamenta dell’avversario, esattamente come chi deve eliminare il vigore del fuoco da sotto il pentolone: è necessario che rimuova la legna.

Al di là della potenza dell’avversario, ad ogni modo, è sempre controproducente confrontarsi direttamente. Questo non è uno sport onorevole, con regolamenti per la salvaguardia dell’atleta. Questo non è proprio uno sport. Come Arte Marziale Tradizionale Cinese, semmai, mira ad individuare le fondamenta su cui poggia la potenza dell’avversario per minarle progressivamente (togliere la legna per eliminare il fuoco).

Questo XIX Stratagemma ci aiuta a capire che l’obiettivo del praticante è quello di minare i punti di forza dell’altro per farlo finire in situazione sgradevoli o, come diciamo sempre nella Scuola, per “farlo cadere in trappola”. Immaginate una persona armata. Molti si dedicano ai (vani) tentativi di togliere l’arma. Noi ci dedichiamo esclusivamente a “togliere la legna dal fuoco”, tentando di abbattere chi tiene l’arma in mano, in quanto questa è solo uno strumento (il calderone)…

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