DRILL: chiave dell’allenamento

drillHo notato che spesso gli esercizi dei DRILL (dall’inglese, ripetere un esercizio) vengono  spesso criticati e dileggiati, eppure si tratta di lavori di focalizzazione su determinate caratteristiche, vuoi la capacità di reagire velocemente, vuoi la capacità di prendere la forza dell’avversario, vuoi rendere istintivo un movimento di difesa o attacco.

Siamo soliti dedicare ore ed ore di allenamento affinché determinati movimenti conducano il nostro corpo ad una vera e propria seconda natura, un cambiamento strutturale, un altro modo di agire. Tra i vari DRILL che alleniamo durante le lezioni c’è, per esempio, quello legato al gioco di gambe, sia nella variante del “prendere l’angolo”, sia in quello del mantenere la distanza.

Utilizziamo quest’ultimo per insegnare a mantenere le distanze nel combattimento: uno dei due praticanti simula l’attaccante che cerca di avvicinarsi e per ogni passo che fa l’avversario, chi lavora in quel momento ne fa uno per mantenere la stessa distanza, nella stessa direzione. L’esercizio è molto semplice, ma permette di capire come muoversi durante la fase di sparring.

Un altro metodo di lavoro che utilizziamo è mettere uno studente con le spalle al muro. Stavolta l’allievo impara come reagire agli attacchi dell’avversario utilizzando le tecniche di braccia di volta in volta selezionate durante l’allenamento, per far sì che la reazione diventi sempre più veloce, istintiva, impulsiva.

Attraverso questi DRILL di reazione insegniamo l’importanza del mantenere le distanze e di reagire in modo istintivo. Attraverso questi esercizi rendiamo semplice il concetto complesso del “mantieni la distanza”, senza idealizzare troppo sequenze complesse o facendo fare esercizi inutili. Eseguire DRILL significa raffinare i movimenti, farli diventare la nostra seconda natura.

Per la crescita e la maturazione dei nostri praticanti i DRILL sono imprescindibili, perché aiutano la didattica per comprendere una tecnica, così come preparano alle combinazioni ed al fluire da una all’altra, simulando una serie concatenata di azioni e reazioni, come facciamo nei Kiao Jiu (studio del contatto di braccia e gambe a distanza di sicurezza).

Il Black Flag Wing Chun è un’Arte Marziale REALE, che prevede reazioni realistiche ed efficaci ad azioni portate con reale intenzione di colpire. Non si simulano solo eventi “probabili”, come si può fare nella parte legata alla Difesa Personale, ma ci addestriamo al confronto in modo via via più libero. A seconda dell’intensità richiesta dall’allenamento possiamo essere più o meno reattivi, ma non incondizionatamente collaborativi o remissivi.

Dobbiamo fornire sempre una reazione realistica e tecnicamente appropriata e congrua all’azione del nostro compagno. Ad esempio, se il nostro compagno esegue un’entrata scadente, con colpi privi di efficacia, svogliati o fuori misura, sarà nostra cura NON lasciare che questa vada a buon fine, in modo da non viziarlo ad una reazione falsata e morbida!

Allo stesso tempo sarà nostra cura agevolarlo nell’esecuzione abbassando l’intensità della nostra reazione, ma non la qualità tecnica della stessa: stiamo facendo tecnica, non stiamo combattendo al 100%, l’avversario deve poter eseguire e addestrare un movimento, senza trovarsi per le mani un pupazzo di pezza né, tantomeno, un partner non collaborativo, che impedisce la crescita.

Qui trovate un po’ di video esplicativi dei vari DRILL che usiamo: https://www.youtube.com/user/RiccardoDiVito/

 

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