Chi è il Sifu?

Nella mia pur breve esperienza nel mondo delle Arti Marziali, ho avuto modo di conoscere tanti Insegnanti dei quali alcuni onorati con il titolo di Sifu. Per noi occidentali è davvero difficile arrivare al cuore di un concetto espresso con due ideogrammi [师父], figuriamoci, poi, quando in mezzo entrano i soldi. Già, sempre questi stramaledettissimi soldi!

In tempi passati (ma non troppo lontani), questo ambìto titolo onorifico veniva addirittura fatto pagare in alcune Associazioni internazionali! Stante il fatto che la pratica della tangente è una cosa riprovevole in sé, lo ancora di più quando si parla di un titolo davvero importante, soprattutto nel contesto cinese.

Ci sono due sensi per cui si parla di Sifu, in cinese. Il livello più basso di significato di Sifu è il seguente: una persona con una buona abilità. In questo senso si chiama Sifu anche un artigiano o chi, comunque, ha una certa competenza tale che potrebbe essere un Insegnante, un Maestro di quell’arte. Si può quindi chiamare Sifu chiunque possegga le qualità e le abilità per poter essere un Maestro in un’arte.

Per essere qualificata con il titolo di Sifu, nel significato generale che abbiamo appena visto, la persona dovrebbe aver dimostrato di avere cuore (rappresentazione metaforica per indicare la dedizione e l’impegno). Questo non è, ovviamente, essenziale. Un Sifu può avere la competenza di ciò che fa, della sua Arte, ma non il cuore.

Il più nobile, il livello più alto di significato di Sifu è essere Maestro e Padre. Questo significato di Sifu si applica solo in un rapporto tra Maestro e Allievo. Ogni persona dovrebbe appellare col titolo di Sifu solo il suo Maestro in questo senso.

Possiamo dire che il termine viene utilizzato nella cultura cinese come forma rispettosa verso le persone altamente qualificate nella loro “arte”, al di là di quale essa sia (cuochi, architetti, etc.). Il più consueto utilizzo del termine Sifu (traslitterato anche come Shifu, come avrete sentito nel cartone animato Kung Fu Panda) fa riferimento ai mestieri tradizionali in cui la formazione è portata avanti tramite apprendistato, cioè per via diretta Maestro-Allievo. Allo stesso modo, dal momento che l’educazione religiosa implica un rapporto Insegnante-Studente, i Monaci sono chiamati nella stessa maniera.

Tradizionalmente, nelle Arti Marziali cinesi, il termine è stato utilizzato come una parola familiare e come segno di rispetto in generale. Il termine assume una più intima connotazione nel contesto in cui lo Studente diventa un discepolo, un allievo formale del docente. L’accettazione di uno studente è un evento molto formale, di solito richiede che l’Allievo esegua la cerimonia chiamata BAI SI (la cerimonia del thè, della quale parleremo più avanti). Dopo la cerimonia, il rapporto è definito come se fosse più diretto e stretto di quello che c’è tra una madre ed il figlio. L’uso di questo termine assume anche il senso generico di rispetto per l’abilità e la conoscenza di una persona, come può essere il termine giapponese Sensei o il sanscrito Guru.)

Per essere il Sifu di un’Arte Marziale tradizionale cinese ci vuole molto di più che l’abilità. Ci vuole la comprensione dell’Arte, la capacità di amarla e la passione e la cura verso la stessa. Deve saper trasmettere la competenza, l’abilità e la passione agli Allievi. Questo è il motivo per cui il titolo di Sifu significa Maestro e Padre. Non è con un semplice esercizio fisico e con l’abilità nel combattimento che si può accedere a questo titolo.

…o almeno così dovrebbero stare le cose…ancora una volta il condizionale è d’obbligo, perché non sempre le storie vanno per il verso giusto. Nei nostri giorni abbiamo a che fare con organizzazioni, federazioni ed associazioni le quali concedono il titolo di Sifu nella maniera più diversa. Ecco che ci troviamo di fronte a centinaia di Sifu solo in Italia.

Sicuramente c’è differenza tra il titolo di Sifu dato da un’organizzazione rispetto a quello dato dal tuo Maestro “a porte chiuse”, come si diceva un tempo. Quale deve essere il più apprezzato? Questa è una domanda molto importante. Se si sa che alcune organizzazioni concedono il titolo con dei requisiti legati alla popolarità dell’Insegnante ed al suo portafogli, come si può considerare allo stesso modo chi porta lo stesso titolo?!

Nel mondo di oggi, tutto incentrato sul bussines, pare abbastanza facile divenire Sifu se si hanno i soldi necessari a raggiungere l’obiettivo. I titoli possono essere forniti in cambio di denaro, così come si possono far passare gradi e livelli, con relativa consegna di attestati, per chi ne faccia richiesta ad altri “Sifu” compiacenti, i quali, in cambio di soldi, ti donano il loro bel diplomino con su scritta la parolina magica…

L’inflazione del titolo, è proprio il caso di dirlo, è dovuta anche al proliferare di associazioni che spuntano dal nulla, in cui alcuni Insegnanti, anche molto talentuosi, si auto-nominano Sifu, magari portando come prova la firma di qualche sconosciuto signore cinese sorridente.

Non sono i soldi che fanno un Sifu, cari amici miei. Un vero Sifu lo riconoscete subito. Divertiamoci a scrivere una bel decalogo per capire se davanti abbiamo un Sifu.

Un Sifu
1. Non ti raggira mai, in nessun modo;
2. Non ti fa perdere tempo con cose che si inventa lì per lì, ma ti spiega nel dettaglio come poter arrivare al tuo obiettivo;
3. Non ti ruba i soldi, né in maniera diretta, né in maniera subdola, vendendoti i programmi a pezzettini;
4. Non ti gonfia di botte per farti capire che è il più forte;
5. Non ti insegna cose che non abbia prima capito lui a fondo;
6. Ti vuole bene e ti aiuta anche nelle questioni personali;
7. Ti capisce e cerca di essere sempre disponibile;
8. Ti dona la sua conoscenza in cambio del rispetto e del tuo amore verso di lui;
9. Ti sprona nei momenti in cui vorresti mollare tutto;
10. Basa i suoi rapporti sulla sincerità, sullo spirito di sacrificio, sul dono, sull’amore e sulla comprensione.

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