擸手 – Laap Sau

Alcune volte dimentichiamo quanto siano importanti le basi del nostro sistema. Una di queste è costituita dalla possibilità di tirare l’avversario, attraverso una delle tecniche che si apprendono sin dalle prime lezioni di Wing Chun, il 擸手 – Laap Sau -. Ho notato che in pochissimi sul web usano questo ideogramma [擸] per definire il tirare, credo che sia per il solito vizio di fare copia-incolla dai siti più vecchi, senza mai andare a ricercare il cuore del proprio sistema. Vediamo l’ideogramma 擸 [liè], visto che 手 [shǒu] lo conosciamo a memoria.
 
擸 [liè o lā o là, in Mandarino] significa ‘afferrare’, ‘tenere’ e, nello specifico, ‘afferrare e tirare i capelli’. In Cantonese si pronuncia /Laap/. L’idea di afferrare e tirare i capelli è perfetta per capire bene la tecnica, perché prevede due fasi differenti: la prima è quella di trattenere con cura l’oggetto da tirare, mentre la seconda indica l’azione propria di strattonare per strappare. Se al posto dei capelli mettete il braccio dell’avversario, per esempio, capite subito quale sia l’azione del Laap Sau: afferrare con cura il braccio – assicurandosi di avere un buon controllo – e strattonarlo, facendo perdere l’equilibrio all’opponente, per poter poi sfruttare l’attimo e colpirlo ripetutamente.
Uno dei problemi tecnici del 擸手 è quello di eseguirlo in maniera affrettata, senza tener bene a mente alcune caratteristiche biomeccaniche della presa ovvero la connessione tra le articolazioni delle dita, il polso e l’avambraccio in genere. Spesso accade ai principianti – ma anche a certi ‘esperti’… – di perdere la presa durante lo strattone, subendo il contattacco dell’avversario. Il problema più frequente è quello di non allineare appositamente mano e avambraccio, a seconda del punto di contatto della mano stessa. Discorso difficile da fare sul blog…
Molto spesso ho visto anche tirare in maniera errata all’interno del proprio cono d’azione, subendo il subitaneo sfondamento della guardia. Questo accade quando si tira l’avversario verso di sé, contrariamente a quanto si dovrebbe fare, cioè ‘accompagnando’ l’avversario verso l’esterno del proprio corpo… Nel disegno soprastante potete vedere un’esempio di come si utilizza il Laap Sau per prendere l’angolo cieco e continuare ad attaccare dall’esterno all’interno.

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